Fuori c’è un freddo pungente e senza neve. Le giornate si stanno allungando, timide come ragazze infreddolite che si stiracchiano fra le lenzuola. Il fuoco scoppietta allegramente nel camino e io sono dove amo stare: seduto alla mia scrivania con una tazza di cioccolata calda, a cercare le parole giuste per inaugurare il 2019.
Ebbene sì, cari miei: è passato un anno intero e non posso fare a meno di provare una certa emozione nel ricordare quel 26 gennaio 2018 in cui finalmente mi sono deciso a rendere pubblico The Eagle and Child (se siete curiosi di sapere il perché di questo nome vi consiglio di recuperare il primo articolo che ho scritto, Nomen Omen). Come sempre in questi casi, mi ritrovo sospeso in uno strano limbo emotivo e non saprei dirvi se sia passato tantissimo tempo o soltanto una manciata di settimane da allora. Quello che so è che in trecentosessantacinque giorni la vita cambia, e di parecchio. Lasciarli scivolare via come se niente fosse sarebbe poco saggio, perciò ho deciso di sfruttare gli albori di questo nuovo anno per riflettere su quello che è stato il mio percorso sul web e sulla rotta da seguire in futuro.
Come ormai avrete capito, la scrittura è da sempre la mia passione più grande. Inizialmente era soltanto un hobby, qualcosa che facevo ogni tanto per divertirmi, ma con il passare degli anni è diventata una parte fondamentale della mia vocazione e ad oggi posso affermare con certezza assoluta che esisto solo se prendo una penna in mano e mi racconto (riguardo a questo, vi do appuntamento al prossimo articolo). A dicembre del 2017, quando è stato il momento di fare il classico bilancio di fine anno, mi sono accorto di aver lasciato il mio cuore d’inchiostro nelle grinfie del blocco dello scrittore troppo a lungo. Avevo scritto davvero poco e la voglia bruciante di affrontare di nuovo una pagina bianca si è fatta sentire più forte che mai. Così ho cominciato il 2018 con la promessa di scrivere di più. E quale modo migliore di costringermi a farlo, se non aprire un blog in cui riversare qualsiasi cosa mi passasse per la testa? Non ho fatto questa scelta a cuor leggero: solitamente tendo a tenere per me quello che scrivo e sono anche consapevole che tutto ciò che si sceglie di buttare in pasto alla rete rimane per sempre ed è potenzialmente visibile a chiunque. Dentro di me però, sentivo questa esigenza di sperimentare qualcosa di completamente nuovo e di permettere alle mie storie di superare i confini entro i quali le avevo sempre custodite. Così, come mio solito, ho deciso di saltare nel vuoto senza preoccuparmi delle conseguenze.
Non sapevo (e non so tuttora) nulla di blogging, ma WordPress mi è sembrato adatto fin da subito per l’esperimento che avevo in mente. Ho creato il sito e ho cominciato a riempirlo, senza nessuna idea di ciò che sarebbe diventato in futuro. Ci ho messo dentro tutto ciò che riguarda la mia vita: i racconti, i libri, la musica, i videogiochi, il cinema, l’arte…intrecciando tutto con il fil rouge del raccontare storie. Ho volutamente evitato di ingabbiarmi in uno schema di contenuti troppo rigido e fin da subito mi sono detto: “Scrivi. Non importa quanto né di cosa, semplicemente scrivi”. Con il passare del tempo ho aggiunto qualche miglioria grafica, perfezionato la struttura del sito e aperto un profilo Instagram dedicato (@theeagleandchild_blog). Il progetto originario prevedeva di pubblicare un articolo alla settimana, ma in cuor mio sapevo che sarebbe stato praticamente impossibile. Sono incostante per natura e purtroppo la mia creatività è legata a doppio filo al mio stato d’animo, per questo motivo spesso non sono nelle condizioni migliori per scrivere qualcosa di valido. Nel corso di questi dodici mesi però, ho pubblicato ventuno articoli, tutti validi, ventuno pezzi di me che sono felice di avervi raccontato e che spero vi sia piaciuto leggere.
Vista la buona riuscita dell’esperimento e l’importanza che The Eagle and Child ha gradualmente assunto nella mia vita personale ho deciso di continuare a portarlo avanti e di dedicarci più tempo possibile. Non vedo l’ora di buttarmi a scrivere i prossimi articoli. Sto già pensando a tutte le date di pubblicazione del 2019 e ho davanti agli occhi un foglio a4 strabordante di idee che con il tempo intendo realizzare una per una. La mia intenzione è di guardarmi alle spalle tra qualche anno e vedere una lunga fila di visioni e sproloqui di cui essere orgoglioso e che possano rimanere come un segno del mio passaggio.
Per ora mi limito a promettere ai miei “venticinque lettori” almeno due articoli al mese e a ringraziarvi per i riscontri positivi che ho ricevuto in questo primo anno di vita del blog. Un ringraziamento speciale va a due dei miei migliori amici: il primo è Gabriele, in arte Ceppol, che prima di chiunque altro mi ha supportato spammando le mie parole letteralmente ovunque; il secondo è Piergiorgio, che ha racchiuso la mia essenza di scrittore bambino e quella di The Eagle and Child nel logo che ormai ci rappresenta. Come hanno detto altri ben prima di me, la scrittura è sempre una relazione e la cosa più triste per noi scrittori presuntuosi è riempire pagine su pagine per poi accorgerci di essere gli unici lettori di noi stessi. Fortunatamente, questo non è il mio caso: voi ci siete e siete un dono. Ci tenevo a farvelo sapere.
Buon anno a tutti.
Un abbraccio d’inchiostro,
Jacopo

Mentre aspetti la valanga di articoli del 2019 puoi leggere anche: Cuore d’ombra
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