Life is Strange – Postview (Spoiler free)

Lasciate che il mio lato nerd vi parli con il cuore in mano: a volte un videogame, semplicemente è di più. Più di un semplice svago, di un passatempo, più di un banale hobby. Certi videogiochi, e sono davvero pochi, diventano esperienze. E’ il caso di Life is Strange, un‘avventura grafica pubblicata da Square Enix e sviluppata da Dontnod Entertainment nel corso del 2015.

TRAMA

La storia racconta di Max Caufield, una ragazzina introversa e un po’ geek che al compimento del suo diciottesimo anno di età si ritrova catapultata alla Blackwell Academy, una delle scuole più prestigiose dell’Oregon, situata nella sua città natale: Arcadia Bay. E’ un momento cruciale della vita di Max: è l’anno in cui incomincia a lasciarsi alle spalle il suo passato di bambina per inseguire il sogno di diventare un giorno una famosa fotografa. L’anno in cui i ricordi felici dell’infanzia lasciano spazio alla malinconia e alla difficoltà di trovare il proprio posto nella vita adulta. A fianco delle vicissitudini “interiori” però, si dipana anche una storia molto più concreta e ai limiti del surreale. Max scoprirà infatti di avere il potere di riavvolgere il tempo e mano a mano che prenderà coscienza di questo vero e proprio dono si accorgerà delle responsabilità che esso comporta. L’incontro con la vecchia amica di infanzia Chloe Price, totalmente diversa rispetto ai ricordi che Max ha di lei, sarà il trampolino di lancio per una meravigliosa avventura fatta di misteriose sparizioni, inspiegabili calamità naturali, omicidi e numerosi intrecci di relazioni.
La storia cattura fin dalle prime sequenze e mano a mano che completeremo gli episodi (cinque in totale) ci accorgeremo di essere sempre più immersi in un’esperienza unica nel suo genere, fatta di piccoli momenti e di improvvisi colpi di scena che non ci lasceranno andare via così facilmente. Inizieremo ad amare i personaggi, realizzati con una cura speciale nella loro componente psicologica ed emotiva. Non sono stereotipi: ridono, soffrono, pensano, ognuno vive la sua storia contemporaneamente a quella di Max e ciascuno di loro avrà un preciso scopo nel disegno generale della trama. Tutte le prime impressioni che ci faremo su un determinato personaggio le vedremo crollare più avanti, nessuno resterà uguale a se stesso. Max in primis, protagonista indiscussa dell’intera vicenda, subirà continue trasformazioni che la renderanno in parte molto diversa dalla timida ragazzina che impersoneremo all’inizio.

AMBIENTAZIONE

L’ambientazione è dunque quella di Arcadia Bay, una piccola cittadina affacciata sul mare e circondata da fitti boschi, su cui perennemente aleggia un’aura di fascino e mistero. Il titolo, story driven per sua stessa natura, impedisce al giocatore di vagare senza meta, ma le differenti aree di gioco saranno completamente esplorabili e ancora più godibili grazie alla possibilità di imparare un po’ di lore interagendo con molti degli oggetti a schermo e di scattare fotografie a diversi elementi del paesaggio circostante. Durante la storia saremo costantemente accompagnati da una colonna sonora eccellente, composta da canzoni di ogni tipo che ci colpiranno al cuore per la loro bellezza, spingendoci alle lacrime in più di un’occasione. Ogni melodia coincide in maniera perfetta con gli eventi: spesso infatti ci ritroveremo ad ascoltare la musica negli auricolari di Max, oppure saremo noi giocatori a selezionare il brano giusto per l’occasione dallo stereo di Chloe o dal juke box del Two Whales. Queste piccole finezze rendono molto più immersiva la narrazione e regalano momenti di autentica emozione.

GAMEPLAY

Il gameplay è quello di un film interattivo, in cui saremo chiamati più ad ascoltare i dialoghi e a scegliere la risposta che ci sembra migliore, che effettivamente a “giocare” nel senso letterale del termine (le uniche fasi di reale gameplay saranno quelle in cui ci verrà richiesto di usare il nostro potere). Lo svolgimento della storia sarà completamente in mano al giocatore, le sue scelte influenzeranno radicalmente il corso della trama provocando reali cambiamenti nelle relazioni tra i personaggi e nello svolgersi degli eventi. Il tutto sarà catalogato nel diario di Max, una sorta di menù interattivo che ci darà la possibilità di ripercorrere le scelte fatte, appuntarci notizie interessanti sui personaggi, raccogliere foto in giro per il paese e salvare la partita in ogni momento.

CONCLUSIONI

Life is Strange è un titolo eccezionalmente artistico e profondamente vero, così reale e coinvolgente che è riuscito ad oltrepassare il confine tra videogioco e realtà spingendo noi videogiocatori a vere e proprie riflessioni. La dolce malinconia della sua colonna sonora, la sua delicatezza e il suo coraggio nell’affrontare determinate tematiche umane lo hanno reso uno dei miei titoli preferiti e ciò che ho imparato mentre giocavo, non credo lo scorderò mai. Lo consiglio a tutti quelli che credono, come me, che i videogiochi abbiano ancora qualcosa da insegnare.

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“Il tempo è come un filo, Max. Un solo strattone, e tutto si disfa.” (Prof.ssa Grant)

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